Difficile non schierarsi.
Lo scandalo sulla famiglia del bosco risveglia gli animi e chi sente il bisogno di schierarsi si espone e si mette a rischio. La prima distorsione per la quale il silenzio è d'oro è quella degli operatori della notizia che più che informare puntano a un sensazionalismo, che a sua volta si presta in un secondo momento come alibi per slogan ideologici, pubblicità semi-occulte, opinionismi, carrozzoni psico-educativi, show e gogne mediatiche. Tutto questo non porta a un autentico pensiero e ragionamento, presi come siamo a metterci in mostra e a calvalcare l'onda di quello che nei fatti è diventato un caso politico, cosa che ottunde il ragionamento. Se vogliamo provare a razionalizzare e ci sentiamo tirati alla manica con l'implicita richiesta di schierarci, possiamo limitarci a scegliere il male minore, non proprio un pieno ragionamento meglio di niente. E fra lo stato imbarazzante del sistema socio educativo italiano e la sicumera di una coppia di anglosassoni tecno-rurale possiamo definire come meno peggio la prima. Ma solo dichiarando un'euristica non pienamente razionale basata sul pregiudizio e l'antipatia.
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