Questo film può essere letto gradevolmente sotto diversi livelli, da quello sociologico, ideologico ed economico oltre che da quello psicologico.
Willy il Coyote, dopo anni di fallimenti nelle sue macchinazioni contro Beep Beep, decide di fare causa alla casa che produce i suoi strumenti che fallivano nel realizzare isuoi piani, la ACME.
Forse l'elemento fra i più profondi e interessanti è il modo in cui Will, di fronte all'avvocato che l'ha preso in carico gli fa capire come si muove di fronte alle difficoltà.
L'avvocato Kevin Avery è un avvocato ormai disilluso e frustrato, che mosso dalla sua insicurezza punta a realizzare per i suoi clienti il patteggiamento, dove non si procede contro l'altra parte in cambio di un risarcimento economico che soddisfi il cliente ed eviti una causa vera e propria.
Dietro questa strategia, che punta a un modesto risultato, si cela la convinzione di non essere all'altezza di assistere il proprio cliente in un processo.
Willy è ossessionato dal prendere Beep Beep. Il suo è un obiettivo praticamente monotematico, tuttavia il Coyote è tenace, non si arrende si fronte ai suoi reiterati, scoraggianti e deprimenti fallimenti.
Il Coyote si sente spesso un fallito e sceglie di farsi seguire da Avery, che a sua volta si sente un fallito. Sentirsi dei falliti è brutto, specie nella società statunitense, così ossessionata dalla ricerca della Felicità, superficialmente equiparata ad avere successo ed avere tanti soldi. Il primo antagonista del film è l'avvocato ben avviato della ACME, un'antitesi rispetto a loro. Probabilmente non è un caso che l'attore di tale avvocato sia John Cena, attore ed ex wrestler, una volta quindi legato alla Società della World Wrestling Entertainment, una lega di lotta libera che ben rappresenta l'aggressiva lotta per il successo a tutti i costi della Società americana.
Willy è quello che il dirigente della ACME, rivale nella causa che tutti vedono come impossibile, è definibile come resiliente, termine preso a prestito dalla Psicologia dall'Ingegneria, che dimostra tenacia, la capacità che ha un individuo di sopportare le avversità pur continuando imperterrito nel perseguire i propri obiettivi e nel mantenere integra e immutato il suo stile. Resilienza è un termine abusato, diventato uso comune non solo degli psicologi, ma anche dei personal trainer, dei cafoni, degli imprenditori.
Il Coyote, pur andando contro il mondo degli imprenditori è resiliente come lo stile che loro osannano. Appare testardo, appare comico, forse anche patetico. Ma regge nonostante tutto, fa di quella che a molti sembra una debolezza un punto di forza, fa di una sua ossessione un punto su cui definisce la sua complessità, quella che possiamo dire essere la sua umanità, anche se è un animale.
Anche se è un predatore, che però va contro un sistema predatorio.





