lunedì 10 agosto 2026

Gli scopi in Six Under Feet

 

Questa serie può essere analizzata a seconda degli scopi dei personaggi principali, essendo ognuno di questi interpretabile rispetto a ciò  che guida (o non guida) la loro vita e i loro rapporti interpersonali. Telefilm macabro quanto profondo e retto spesso da un umorismo fisiologicamente nero. 

ALLARME SPOILER

Il proprietario dell'impresa funebre Fisher & Sons Nathaniel Fisher Sr. è alla guida di un'impresa funebre.

Attività imprenditoriale particolare quanto socialmente utile.

L'impresa funebre a modo suo si occupa e prende cura di soggetti deceduti, supporta più che altro i familiari dei morti. Per quanto non gradita a tutti è un'attività che non muore mai.

Fisher Padre muore in un incidente stradale.

Il suo lascito testamentario e psicologico si trasmette alla sua impresa, alla moglie e ai tre figli.

- Nathaniel Nate Fisher Jr. = Il figlio maggiore, investito nelle intenzioni del padre dalla responsabilità di accogliere la sua discendenza specialmente imprenditoriale, come lo dice sia il nome dell'impresa, quel Jr. dopo il suo nome proprio. Junior non accetta questa proposta, si ribella. Si allontana di casa, va in giro per il mondo, si diverte, ma non si sente pienamente appagato come in realtà sembra agli altri. Jr. è un esempio di chi non ha uno scopo perché fugge da esso. Fugge dalla famiglia, fugge dalla responsabilità, sfugge dai suoi impegni. Scappare non è una soluzione chiara, tornerà in famiglia per gestire le esequie, nel frattempo costruirà un rapporto con una donna. Massaggiatrice, figlia di psichiatri e con pazienti psichiatrici in famiglia. Evita le responsabilità di gestire e di aiutare gli altri  e la famiglia. Ma alla fine stringe un rapporto - inizialmente nato con un rapporto sessuale in uno sgabuzzino - con una donna legata alle professioni di aiuto., proprio alla gestione e l'aiuto degli altri.

- David Fischer = Il figlio mediano è quello più responsabilizzato di tutti, ha preso a cuore l'impostazione e l'etica del lavoro del padre. Si tratta del figlio più importante, ma più appesantito e arrabbiato. Molto livoroso nei confronti di Jr., il fratello maggiore che ha scelto di ribellarsi e allontanarsi dal padre e scegliere quella che, a detta sua, è una vita di piacere. Abbandonandolo. David non ha uno scopo suo, ha adottato in tutto e per tutto quello del padre, ha sempre studiato le attività legate all'imbalsamazione dei corpi, gestione e pulitura di essi, alla gestione logistica, amministrativa e a tratti medico-legale di questi. Ha messo per tutta la vita la gestione e creazione di uno scopo suo. Omosessuale, ma freddo col suo partner, di cui si è sempre vergognato per paura di disapprovazione della famiglia. David, che si definisce come successore e curatore degli scopi del padre, è una persona che non solo assume gli scopi di un altro, ma la persona di cui assume gli scopi è a sua volta una persona che si faceva ufficialmente carico degli scopi altrui in quanto impresa di servizi.

- Claire Fisher = la figlia minore. Adolescente, ribelle, fuori dalle regole. Poco studiosa, dipendente dalle sostanze, caotica. Claire è qulla figura ibrida fra l'essere una bambina e un'adulta, da brava adolescente problematica. Arrabbiata, ma non sa perché. La sua ira e frustrazione è diversa da quella dei fratelli maggiori, da Junior, che ha rifuggito gli scopi della famiglia senza trovare un'alternativa e da David che ha adottato quella del padre senza sapere se gli piaceva genuinamente. Claire è arrabbiata e caotica perché uno scopo proprio non ce l'ha.

- Ruth = la moglie devota al marito. Arrabbiata perché trascurata dal marito, messa al secondo posto. La sua è una motivazione che la orienta prevalentemente alla relazione, all'affiliazione, alla compagnia, che però la porta allo scompenso una volta venuto meno il pilastro del marito. E la faceva soffrire anche quando era vivo perché si sentiva trascurata da esso.

- Nathaniel Sr. = la sua vita e i suoi scopi autentici oltre a ciò che offre formalmente al mondo non sono noti, almeno per il paio di puntate viste fin'ora. Chiarificare i suoi scopi seguirà probabilmente il percorso dell'elaborazione del suo lutto. Ironicamente chi si occupa di morte ha creato uno squilibrio in seguito al decesso. Nat Senior di sicuro era uno che si divertiva, con fare burlonesco di chi ride mentre maneggia questioni legate alla Morte, mostrando un rispetto formale alle convenzioni sociali che forse era l'unico ad avere capito che a trastti non andava preso sul serio.

sabato 18 luglio 2026

HPI - Haut potentiel intellectuel

 

Il titolo si riferisce a quello originale, diverso da quello scelto dai traduttori italiani.

Perché, a proposito di intelligenza, chi si è occupato di traduzioni ha dimostrato di essere un imbecille, snaturando il contenuto e la sostanza della serie. Probabilmente perché anche ignorante, non ha visto neanche una puntata.

SPOILER


Concentriamoci sulla serie originale franco-belga. Morgane è una persona con l'elevato QI di 160.

Tuttavia è una donna con problemi di lavoro e con 3 figli da padri diversi.

Perché?

Gli stupidi danno risposte granitiche e pre-confezionate.

Le persone un poco più dotate fanno delle domande e formulano delle ipotesi, a volte anche non mutuamente escludentesi.

Perché Morgane, nonostante la sua intelligenza, ha tanti problemi?

La serie attinge dal quesito reale sul perché soggetti intellettivamente dotati hanno meno successo di quelli meno brillanti.

Trae probabilmente anche spunto da Will Hunting - genio ribelle.

Solo che il suddetto film è americano, attinge dal modello di intelligenza in voga negli USA, quello delle Matrici di Raven, del MENSA, dei quozienti intellettivi culture free, senza calcolare la preparazione culturale, cosa su cui fanno leva i reattivi europei, che non intendono buttare secoli di cultura che negli USA non hanno. Evitiamo pretese nazionalistiche di superiorità culturale.

Formuliamo delle ipotesi sul perché Morgane ha più difficoltà di un soggetto normodotato.

- Morgane ha un elevato QI, risulta possedere la cosiddetta plusdotazione, che nel sistema risulta paradossalmente essere un handicap, gli altri non stanno al tuo passo quindi i problemi li hai te.

- Morgane è un soggetto con Disturbo dello Spettro Autistico o un Disturbo Autistico per cui sono soddisfatti tutti i criteri (il giudizio nel definire tali sfaccettature è affidato a specialisti dedicati)

- Morgane ha una QI da plusdotazione e un ADHD in comorbilità. Spiegherebbe il perché dalla prima puntata dimostra di avere dei pensieri ricorrenti che si affollano nella sua mente e non riesce a trattenerli

- Morgane è un soggetto con Disturbo dello Spettro Autistico o un Disturbo Autistico per cui sono soddisfatti tutti i criteri (il giudizio nel definire tali sfaccettature è affidato a specialisti dedicati). E anche un ADHD

- Morgane ha una QI da plusdotazione, un ADHD e un Disturbo di Personalità frutto della sua storia personale e dei suoi traumi precoci e recenti

 - Morgane ha un QI da plusdotazione, tuttavia un basso livello di Intelligenza Emotiva, non è in grado di visualizzare le propie emozioni e/o quelle degli altri, non sa trattenere i propri impulsi e spesso agisce le propriue emozioni invece di trattenerele o dilazionarle, mettendosi nei guai.

Non esiste una sola psicodiagnosi valida, clinici diversi ugualmente validi possono dare spiegazioni diverse. Basta che vi sia una buona argomentazione e base dei dati. Il mondo è bello perché è vario.

Chiaramente bisogna sempre prevedere la possibilità che vi sia un'ulteriore ipotesi, che alcuni criteri non siano soddisfatti, ma altri sì, contestualizzando ai dati che ci sono fin'ora, limitati alla prima puntata e un'altra vista di sfuggita.

Pregando chi legge di mantenere una buona intelligenza sociale e delle buone social skills nel non spoilerare sviluppi avanzati.


martedì 23 giugno 2026

Ron, un amico fuori programma

 

In un futuro governato dalle multinazionali digitali viene diffuso il robot-amico Bubble, un robot sociale, su misura per ogni bambino, collegato alla rete e con una serie di  funzioni che lo rendono gradevole e in grado di supportare la rete sociale del proprietario, mettendolo in relazione nella vita reale e nel cloud con altri robot e i relativi padroncini.

SPOILER

Barney è un ragazzino poco socievole, poco popolare, insicuro e triste.

La sua famiglia si è trasferita da poco in una nuova città, ha difficoltà ad ambientarsi, il padre vedovo è molto preso dal lavoro e poco presente i famiglia, la mamma non si sa perché non c'è più, in un segreto sussurrato e straziante, la nonna di Barney è una vecchietta molto radicata alle tradizioni bulgare da cui proviene la famiglia d'origine. Sono dei disadattati, hanno delle abilità sociali  particolarmente povere, inadeguate, fuori posto, poco gradite.

Nel goffo tentativo di integrare Barney, la nonna e il padre comprano un esemplare del famoso robot, Ron, ma è difettoso, un poco come le loro skills sociali.

Barney, vedendo che il robot non è collegabile online cerca altrettanto goffamente di programmarlo, di settarlo a essere suo amico come sono già predisposti gli altri esemplari dei coetanei, che hanno robot già pronti e programmati di default secodo le impostazioni di fabbrica. Fallisce, perché comunque è emarginato, il suo robot non è collegato al cloud come gli altri. 

Arriva il bullismo e l'ostracismo, viene preso in giro dagli altri che se ne prendono beffa in diretta internet. Il che è un poco perverso e iniquo se consideriamo che i bambini socialmente integrati e i loro robot-gregari si prendono gioco di un bambino sfortunato.

Emerge poco a poco che la rete sociale alimentata da questi robot è innestata nella rete digitale, una proiezione nel cluod dietro alla quale si cela un'industria vera e proprio, non solo alimentata dall'acquisto di questi robot, ma anche volta  a mettere i proprietari in collegamento con altri prodotti sponsorizzati, nonché fornendo una forma molto invasiva di controllo sociale, dove tutti i bambini sono mappati tramite i loro giocattoli robotronici.

Ron e quindi anche Barney sono legati al diverso, a ciò che non viene accettatato da una società senza umanità, ma a che sua volta non la accetta, la mette in discussione, propone un'alternativa a un'omologazione spietata e senz'anima. Ron e Barney soffriranno, verranno accettati, ma propongono anche un cambiamento, che con sacrificio e sofferenza si proporranno come risorsa e alternativa.

sabato 20 giugno 2026

Depressi e un po' di più

 

Livia Soprano è una vecchia.

Il che non fa Diagnosi a fini medici o previdenziali, ma ha il suo peso rispetto al suo status e ruolo nella Società. Del resto l'essere umano è destinto a invecchiare, quando gli va bene.

SPOILER

Livia Soprano ci mette di fronte al tema della comorbilità e del problema secondario.

I problemi secondari di Livia coprono 2 Psicodiagnosi, il cui ordine ci interessa relativamente disquisire, un poco come il quesito se nasce prima l'uovo o la gallina.

Livia Soprano soffre di decadimento cognitivo, aspetto fisiologico anche se può accelerare rispetto a  condizioni specifiche; Livia soprano soffre di Depressione. Questo è il tema più vistoso nelle prime puntate, soffre perché è depressa e non si accontenta il fatto di avere figli, una casa, dei soldi e delle persone che si sforzano di starle vicino; soffre perché nota che perde colpi a livello cognitivo, qualche dimenticanza, qualche gesto goffo, qualche difficoltà nel gestire la vita quotidiana, soffre perché se ne rende conto e non accetta il suo fisiologico decadimento del corpo e della mente.

Questi sono i suoi 2 problemi secondari e siamo a 2 Psicodiagnosi, i primi 2 temi che portano all'attivazione dei professionisti.

Il figlio Tony in primis si sobbarca il prendersi cura della madre.

E finisce in psicoterapia.

Livia non è solo depressa. Non è solo in stato di decadimento cognitivo. Già queste cose sono in comorbilità e si rafforzano fra loro, ma non bastano.

Livia ha un problema primario mai dichiarato, che alimenta il suo atteggiamento depressoide e da anziana in stato di decadimento.

Questi ultimi sarebbero problemi nati da poco, mentre i tratti di personalità di Livia sono presenti da sempre.

Livia è sprezzante, oppositiva, critica, falsamente autocritica, negativa, affettivamente arida.

Livia, ha una personalità narcisistica, presente anche prima del raggiungimento della vecchiaia.

Tony finisce in analisi, con tutte le difficoltà che può avere un mafioso, quindi quello che posiamo definire il capostipite di un'azienda familiare un po' particolare, di quelle dove il business si intreccia con gli aspetti affettivi familiari, ma in una maniera più complessa e distorta di quanto lo può essere un business mafioso, con proventi illeciti, sommersi e dove le relazioni familiari hanno tutto un altro sapore!

Siamo quindi di fronte a un problema multi-assiale, che riguarda sia l'aspetto psicologico (personalità e depressione), che neurologico (decadimento cognitivo) e sociale (parliamo di una famiglia del crimine organizzato).

martedì 16 giugno 2026

Orientarsi

 

Il Sun Tzu dice che il modo per arrivare più lentamente alla vittoria è avere una strategia e non una tattica, avere una tattica non una strategia è il modo più veloce per raggiungere la sconfitta. Von Clausewitz svariati secoli e chilometri più in là nei fatti dirà una cosa simile. La strategia è cosa vogliamo ottenere, la tattica è il come. Fermo restando che la Conoscenza non si riduce a questo unico modello considereremo solo questo. Molti fanno le cose senza avere chiaro l'obiettivo che vogliono raggiungere. Fare le cose senza senso significa proprio questo. Pensiamo alla cura e alla previdenza. Due concetti diversi che considerano 2 variabili diverse, anche se il mondo è in realtà un po' più vario e complesso. La cura permette di non avere malattie che ci impediscono di vivere e lavorare, la previdenza ci permette di essere aiutati rispetto a ciò che non siamo in grado di fare. La cura ripristina la cosiddetta capacità lavorativa residua, la previdenza permette di vivere nonostante il  fatto che non riusciamo ad averla ripresa. In realtà l'essere umano non è valutato solo rispetto alla capacità di lavorare, in realtà il tempo libero non è veramente libero, in realtà la Sanità non si occupa solo di raggiungere l'assenza della Malattia, punta a realizzare uno stato psico fisico che rincorre la Salute. Al netto di tutte queste complessità per lungo tempo la Sanità si è occupata di entrambe le cose, fin quando poteva disporre di risorse di personale e economiche virtualmente illimitate. Non è più così. Non solo molti professionisti sono abituati a tempi ormai andati in cui c'erano risorse che ora non ci sono più. Ragionano anche perdendo il senso delle cose per cui lavorano. Leggono una Diagnosi o una Psicodiagnosi che significa per loro che si trovano di fronte a un paziente irrecuperabile. Anche se non è così. Spesso leggono valutazioni che hanno a che fare con l'aspetto della Previdenza, non della Cura-riabilitazione. Si cade nella trappola del sovra-aiuto. Chi aiutiamo troppo lo condanniamo a una vita triste e di bisogni non soddisfatti, non solo viene creato un portatore di Disabilità, lo si condanna a una vita in tale posizione. Rifocillando un indotto di servizi e professionisti abituati a una perenne richiesta di intervento (spesso infruttuoso perché proiettato a una vita di riabilitazioni inconcludenti).

domenica 12 aprile 2026

Il robot selvaggio

 

Un'unità ROZZUM 7134, che col tempo prenderà coscienza di sè e si identificherà come Roz, atterra in una foresta di questo film futuristico. Roz è un robot costruito per offrire un sopporto alla popolazione umana su specifici obiettivi. Identifica un obiettivo e il suo algoritmo elabora una serie di analisi e soluzioni strumentali per risolvere un problema. Roz, in questo viaggio non previsto si interfaccia con la fauna della foresta, che vedendola come un agente estraneo fugge e l'attacca, seguendo un naturale istinto di sopravvivenza orientato all'attacco, la fuga o la finta morte rispetto a un potenziale pericolo in quanto sconosciuto. Roz come gli animali è in uno stato di disorientamento profondo, solo che gli animali attaccano o fuggono, Roz segue le Leggi della cibernetica che fanno il verso a quelle di Asimov e non concepisce la violenza, solo si offre continuamente di aiutare gli animali che la rifiutano. Ma anche se qualcuno le chiedesse aiuto non troverebbe soluzioni previste dalla sua progettazione di fabbrica in un mondo sconosciuto che richiede un'improvvisazione fuori dal suo programma e un'accettazione delle sue soluzioni che gli altri non permettono. Roz si trova di fronte a un ulteriore imprevisto, deve crescere un'oca, il cui pulcino viene imprintato nel vedere questo automa, identificandolo come mamma. Crescere un cucciolo di qualunque tipo non è facile, non è un compito di facile soluzione impostato lungo una serie di semplice obiettivi e semplici soluzioni strumentali, viene doppiamente frustrata da questa complessità e dal fatto che gli animali, dopo averne rifiutato l'aiuto, maltratteranno il suo cucciolo in quanto estraneo perché collegato a lei. Roz si trova di fronte a un problema che, secondo i suoi strumenti razionali e strumentali non può offrire aiuto. Sarà solo il cucciolo, che la cerca in quanto mamma e alcuni che hanno sospeso il loro istinto attacco/fuga a sollecitare Roz a cambiare il suo pacchetto di soluzioni non adatte alla crescita della prole, i cui obiettivi vanno ben oltre la capacità di nutrire, difendere e crescere per prepararla alla vita. Roz scoprirà un pacchetto inedito, quello dei sentimenti, delle emozioni, dell'ambivalenza, dell'apparente irrazionalità inconcepibile per chi tenta di aiutare l'altro dal punto di vista prettamente razionale.

martedì 31 marzo 2026

Dolore e risarcimento

 

The whale è uno di quei film che se sei in un momento particolarmente negativo della  tua vita e  hai voglia di sentirti una persona più buona col Mondo è particolarmente funzionale. Il protagonista è impersonato da un attore famoso per aver avuto una storia personale altrettanto tragica quanto positiva se pensiamo alla sua ripresa degli ultimi anni.

SPOILER

Il protagonista è un professore di Lettere severamente obeso, divorziato, omosessuale, ateo, depresso, confinato in una casa buia in affitto e isolato dal mondo. Parliamo di un individuo svantaggiato sociale e inevitabilmente emarginato, in quanto racchiude in sé almeno 5 (forse 7!) caratteristiche considerate inaccettabili e degne di condanna sociale in un paese vincente e fondamentalmente bigotto come gli USA

Il protagonista non è sempre stato così obeso, ha iniziato ad abboffarsi e trascurare la salute solo negli ultimi anni, prima perché aveva scelto di lasciare la famiglia per fidanzarsi con un uomo, poi perché quest'uomo è morto suicida, accelerando potentemente la sua depressione, il suo ritiro sociale e il suo stile di vita malsano che l'ha portato a  iniziare quello che nei fatti è un lento suicidio. Il suo atteggiamento, insistente, ridondante ed esasperante consiste nel chiedere scusa, sentendosi perennemente in colpa nei confronti dei suoi cari e del Mondo. Tale stile, dove lui è ormai quasi totalmente ripiegato su se stesso è di auto-punizione e di voglia di risarcire qualcuno che sente di aver gravemente danneggiato.

FINE SPOILER

A un certo punto riceve la visita di sua figlia. Lei si pone come una ragazza cinica, aggressiva, spietata. È una ragazza arrabbiata con i compagni di scuola, con gli insegnanti, con la madre, con il mondo. Con lui. Fondamentalmente sta distruggendo anche lei la sua vita, rischiando di ritirarsi dagli studi. Inizia con una serie di provocazioni nei suoi confronti. Le dice che vorrebbe aiutarla a non essere bocciata a scuola, promettendole di lasciarle tutti i suoi soldi.

Lei accetta, pur continuando ad essere sprezzante con lui. Lei ha solo rabbia verso di lui. Anche se cerca lui. Lui era stato un padre divorziato disciplinato, pagava gli alimenti dopo la separazione, aveva accettato che la moglie avesse ottenuto l'affido esclusivo e gli avesse sempre vietato di vedere la figlia. Aveva accettato la grande e fisiologica rabbia che la moglie nutriva nei suoi confronti in seguito all'abbandono e tradimento, unito a uno scottante senso di umiliazione. Tutti si sono comportati bene a livello materiale e legale, meglio di molti divorzi che si sentono in giro. Ma non basta. La moglie è ancora arrabbiata con lui, ambivalentemente a lui legata rispetto a quello che lui era un tempo, anche se coperto da strati fisici, sociali e psicologici. Lui è depresso e sente di non essere stato corretto fino in fondo, sentendosene in colpa, responsabile per la rottura con la sua famiglia. La figlia ha una rabbia infinita, nata inequivocabilmente e prevalentemente da lui, non riesce a fare a meno di criticarlo, ma anche di chiedergli aiuto. Anche se l'aiuto materiale lui lo sta offrendo, l'ha offerto e l'offrirà. Ma non basta. Lei vuole un risarcimento psicologico, non bastano i soldi, non basta l'aiuto materiale. Parliamo di un risarcimento che rispetto al suo senso di rivalsa non sarà mai onorato.

Ci troviamo di fronte a un dolore che sentiamo come incalcolabile, irreparabile, imperdonabile.

Un poco come questo film, non perché fatto male, ma che si presenta onesto in tutta la sua sgradevolezza e dolore. 

Guardatelo solo quando state molto male e avete a disposizione una buona rete sociale.