sabato 12 settembre 2026

Coyote VS ACME

 

Questo film può essere letto gradevolmente sotto diversi livelli, da quello sociologico, ideologico ed economico oltre che da quello psicologico.

Willy il Coyote, dopo anni di fallimenti nelle sue macchinazioni contro Beep Beep, decide di fare causa alla casa che produce i suoi strumenti che fallivano nel realizzare isuoi piani, la ACME.

Forse l'elemento fra i più profondi e interessanti è il modo in cui Will, di fronte all'avvocato che l'ha preso in carico gli fa capire come si muove di fronte alle difficoltà.

L'avvocato Kevin Avery è un avvocato ormai disilluso e frustrato, che mosso dalla sua insicurezza punta a realizzare per i suoi clienti il patteggiamento, dove non si procede contro l'altra parte in cambio di un risarcimento economico che soddisfi il cliente ed eviti una causa vera e propria.

Dietro questa strategia, che punta a un modesto risultato, si cela la convinzione di non essere all'altezza di assistere il proprio cliente in un processo.

Will è ossessionato dal prendere Beep Beep. Il suo è un obiettivo praticamente monotematico, tuttavia il coyote è tenace, non si arrende si fronte ai suoi reiterati, scoraggianti e deprimenti fallimenti.

Will è quello che il dirigente della ACME, rivale nella causa che tutti vedono come impossibile, è definibile come resiliente, termine preso a prestito dalla Psicologia dall'Ingegneria, che dimostra tenacia, la capacità che ha un individuo di sopportare le avversità pur continuando imperterrito nel perseguire i propri obiettivi e nel mantenere integra e immutato il suo stile. Resilienza è un termine abusato, diventato uso comune non solo degli psicologi, ma anche dei personal trainer, dei cafoni, degli imprenditori.

Il Coyote, pur andando contro il mondo degli imprenditori è resiliente come lo stile che loro osannano. Appare testardo, appare comico, forse anche patetico. Ma regge nonostante tutto, fa di quella che a molti sembra una debolezza un punto di forza, fa di una sua ossessione un punto su cui definisce la sua complessità, quella che possiamo dire essere la sua umanità, anche se è un animale.

Anche se è un predatore, che però va contro un sistema predatorio.

mercoledì 19 agosto 2026

George R. R. Martin ha ammesso pubblicamente di essere stato per lungo tempo depresso. Non sono emersi dettagli ulteriori, la cui natura sarebbe giusto che non fosse divulgata in nome della privacy. Certo, per chi legge e ha letto i suoi libri o visto le sue sceneggiature il suo stile letterario dà da pensare proprio a un quadro depressivo, racconti cinici, pessimisti, drammaticamente realistici e violenti. Martin è stato a lungo criticato da critici  e dai fan stessi di rimandare la scrittura della sua opera più importante e famosa, le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. A parte la libertà artistica e individuale che vanno sempre rispettate si è creato un grave equivoco. Chi non fa le cose o le rimanda a lungo non lo fa per pigrizia, non lo fa per capriccio, non lo fa per rabbia o scelta individuale (Conan Doyle odiava il suo personaggio più celebre, Sherlock Holmes!), non lo fa perché ha altri problemi per la testa.

Spesso chi non fa le cose non le fa perché è depresso, perché la componente di abbattimento delle energie psichiche legato alla depressione la blocca. Il depresso non ci fa. Ci è.

Per questo, per quanto sia triste da accettare, Martin va rispettato. Sia per qualità del suo lavoro, soggettivamente apprezzabile o meno, sia per il coraggio di aver ammesso il suo problema.

Meglio tardi che mai.

lunedì 10 agosto 2026

Gli scopi in Six Under Feet

 

Questa serie può essere analizzata a seconda degli scopi dei personaggi principali, essendo ognuno di questi interpretabile rispetto a ciò  che guida (o non guida) la loro vita e i loro rapporti interpersonali. Telefilm macabro quanto profondo e retto spesso da un umorismo fisiologicamente nero. 

ALLARME SPOILER

Il proprietario dell'impresa funebre Fisher & Sons Nathaniel Fisher Sr. è alla guida di un'impresa funebre.

Attività imprenditoriale particolare quanto socialmente utile.

L'impresa funebre a modo suo si occupa e prende cura di soggetti deceduti, supporta più che altro i familiari dei morti. Per quanto non gradita a tutti è un'attività che non muore mai.

Fisher Padre muore in un incidente stradale.

Il suo lascito testamentario e psicologico si trasmette alla sua impresa, alla moglie e ai tre figli.

- Nathaniel Nate Fisher Jr. = Il figlio maggiore, investito nelle intenzioni del padre dalla responsabilità di accogliere la sua discendenza specialmente imprenditoriale, come lo dice sia il nome dell'impresa, quel Jr. dopo il suo nome proprio. Junior non accetta questa proposta, si ribella. Si allontana di casa, va in giro per il mondo, si diverte, ma non si sente pienamente appagato come in realtà sembra agli altri. Jr. è un esempio di chi non ha uno scopo perché fugge da esso. Fugge dalla famiglia, fugge dalla responsabilità, sfugge dai suoi impegni. Scappare non è una soluzione chiara, tornerà in famiglia per gestire le esequie, nel frattempo costruirà un rapporto con una donna. Massaggiatrice, figlia di psichiatri e con pazienti psichiatrici in famiglia. Evita le responsabilità di gestire e di aiutare gli altri  e la famiglia. Ma alla fine stringe un rapporto - inizialmente nato con un rapporto sessuale in uno sgabuzzino - con una donna legata alle professioni di aiuto., proprio alla gestione e l'aiuto degli altri.

- David Fischer = Il figlio mediano è quello più responsabilizzato di tutti, ha preso a cuore l'impostazione e l'etica del lavoro del padre. Si tratta del figlio più importante, ma più appesantito e arrabbiato. Molto livoroso nei confronti di Jr., il fratello maggiore che ha scelto di ribellarsi e allontanarsi dal padre e scegliere quella che, a detta sua, è una vita di piacere. Abbandonandolo. David non ha uno scopo suo, ha adottato in tutto e per tutto quello del padre, ha sempre studiato le attività legate all'imbalsamazione dei corpi, gestione e pulitura di essi, alla gestione logistica, amministrativa e a tratti medico-legale di questi. Ha messo per tutta la vita la gestione e creazione di uno scopo suo. Omosessuale, ma freddo col suo partner, di cui si è sempre vergognato per paura di disapprovazione della famiglia. David, che si definisce come successore e curatore degli scopi del padre, è una persona che non solo assume gli scopi di un altro, ma la persona di cui assume gli scopi è a sua volta una persona che si faceva ufficialmente carico degli scopi altrui in quanto impresa di servizi.

- Claire Fisher = la figlia minore. Adolescente, ribelle, fuori dalle regole. Poco studiosa, dipendente dalle sostanze, caotica. Claire è qulla figura ibrida fra l'essere una bambina e un'adulta, da brava adolescente problematica. Arrabbiata, ma non sa perché. La sua ira e frustrazione è diversa da quella dei fratelli maggiori, da Junior, che ha rifuggito gli scopi della famiglia senza trovare un'alternativa e da David che ha adottato quella del padre senza sapere se gli piaceva genuinamente. Claire è arrabbiata e caotica perché uno scopo proprio non ce l'ha.

- Ruth = la moglie devota al marito. Arrabbiata perché trascurata dal marito, messa al secondo posto. La sua è una motivazione che la orienta prevalentemente alla relazione, all'affiliazione, alla compagnia, che però la porta allo scompenso una volta venuto meno il pilastro del marito. E la faceva soffrire anche quando era vivo perché si sentiva trascurata da esso.

- Nathaniel Sr. = la sua vita e i suoi scopi autentici oltre a ciò che offre formalmente al mondo non sono noti, almeno per il paio di puntate viste fin'ora. Chiarificare i suoi scopi seguirà probabilmente il percorso dell'elaborazione del suo lutto. Ironicamente chi si occupa di morte ha creato uno squilibrio in seguito al decesso. Nat Senior di sicuro era uno che si divertiva, con fare burlonesco di chi ride mentre maneggia questioni legate alla Morte, mostrando un rispetto formale alle convenzioni sociali che forse era l'unico ad avere capito che a trastti non andava preso sul serio.

sabato 18 luglio 2026

HPI - Haut potentiel intellectuel

 

Il titolo si riferisce a quello originale, diverso da quello scelto dai traduttori italiani.

Perché, a proposito di intelligenza, chi si è occupato di traduzioni ha dimostrato di essere un imbecille, snaturando il contenuto e la sostanza della serie. Probabilmente perché anche ignorante, non ha visto neanche una puntata.

SPOILER


Concentriamoci sulla serie originale franco-belga. Morgane è una persona con l'elevato QI di 160.

Tuttavia è una donna con problemi di lavoro e con 3 figli da padri diversi.

Perché?

Gli stupidi danno risposte granitiche e pre-confezionate.

Le persone un poco più dotate fanno delle domande e formulano delle ipotesi, a volte anche non mutuamente escludentesi.

Perché Morgane, nonostante la sua intelligenza, ha tanti problemi?

La serie attinge dal quesito reale sul perché soggetti intellettivamente dotati hanno meno successo di quelli meno brillanti.

Trae probabilmente anche spunto da Will Hunting - genio ribelle.

Solo che il suddetto film è americano, attinge dal modello di intelligenza in voga negli USA, quello delle Matrici di Raven, del MENSA, dei quozienti intellettivi culture free, senza calcolare la preparazione culturale, cosa su cui fanno leva i reattivi europei, che non intendono buttare secoli di cultura che negli USA non hanno. Evitiamo pretese nazionalistiche di superiorità culturale.

Formuliamo delle ipotesi sul perché Morgane ha più difficoltà di un soggetto normodotato.

- Morgane ha un elevato QI, risulta possedere la cosiddetta plusdotazione, che nel sistema risulta paradossalmente essere un handicap, gli altri non stanno al tuo passo quindi i problemi li hai te.

- Morgane è un soggetto con Disturbo dello Spettro Autistico o un Disturbo Autistico per cui sono soddisfatti tutti i criteri (il giudizio nel definire tali sfaccettature è affidato a specialisti dedicati)

- Morgane ha una QI da plusdotazione e un ADHD in comorbilità. Spiegherebbe il perché dalla prima puntata dimostra di avere dei pensieri ricorrenti che si affollano nella sua mente e non riesce a trattenerli

- Morgane è un soggetto con Disturbo dello Spettro Autistico o un Disturbo Autistico per cui sono soddisfatti tutti i criteri (il giudizio nel definire tali sfaccettature è affidato a specialisti dedicati). E anche un ADHD

- Morgane ha una QI da plusdotazione, un ADHD e un Disturbo di Personalità frutto della sua storia personale e dei suoi traumi precoci e recenti

 - Morgane ha un QI da plusdotazione, tuttavia un basso livello di Intelligenza Emotiva, non è in grado di visualizzare le propie emozioni e/o quelle degli altri, non sa trattenere i propri impulsi e spesso agisce le propriue emozioni invece di trattenerele o dilazionarle, mettendosi nei guai.

Non esiste una sola psicodiagnosi valida, clinici diversi ugualmente validi possono dare spiegazioni diverse. Basta che vi sia una buona argomentazione e base dei dati. Il mondo è bello perché è vario.

Chiaramente bisogna sempre prevedere la possibilità che vi sia un'ulteriore ipotesi, che alcuni criteri non siano soddisfatti, ma altri sì, contestualizzando ai dati che ci sono fin'ora, limitati alla prima puntata e un'altra vista di sfuggita.

Pregando chi legge di mantenere una buona intelligenza sociale e delle buone social skills nel non spoilerare sviluppi avanzati.


martedì 23 giugno 2026

Ron, un amico fuori programma

 

In un futuro governato dalle multinazionali digitali viene diffuso il robot-amico Bubble, un robot sociale, su misura per ogni bambino, collegato alla rete e con una serie di  funzioni che lo rendono gradevole e in grado di supportare la rete sociale del proprietario, mettendolo in relazione nella vita reale e nel cloud con altri robot e i relativi padroncini.

SPOILER

Barney è un ragazzino poco socievole, poco popolare, insicuro e triste.

La sua famiglia si è trasferita da poco in una nuova città, ha difficoltà ad ambientarsi, il padre vedovo è molto preso dal lavoro e poco presente i famiglia, la mamma non si sa perché non c'è più, in un segreto sussurrato e straziante, la nonna di Barney è una vecchietta molto radicata alle tradizioni bulgare da cui proviene la famiglia d'origine. Sono dei disadattati, hanno delle abilità sociali  particolarmente povere, inadeguate, fuori posto, poco gradite.

Nel goffo tentativo di integrare Barney, la nonna e il padre comprano un esemplare del famoso robot, Ron, ma è difettoso, un poco come le loro skills sociali.

Barney, vedendo che il robot non è collegabile online cerca altrettanto goffamente di programmarlo, di settarlo a essere suo amico come sono già predisposti gli altri esemplari dei coetanei, che hanno robot già pronti e programmati di default secodo le impostazioni di fabbrica. Fallisce, perché comunque è emarginato, il suo robot non è collegato al cloud come gli altri. 

Arriva il bullismo e l'ostracismo, viene preso in giro dagli altri che se ne prendono beffa in diretta internet. Il che è un poco perverso e iniquo se consideriamo che i bambini socialmente integrati e i loro robot-gregari si prendono gioco di un bambino sfortunato.

Emerge poco a poco che la rete sociale alimentata da questi robot è innestata nella rete digitale, una proiezione nel cluod dietro alla quale si cela un'industria vera e proprio, non solo alimentata dall'acquisto di questi robot, ma anche volta  a mettere i proprietari in collegamento con altri prodotti sponsorizzati, nonché fornendo una forma molto invasiva di controllo sociale, dove tutti i bambini sono mappati tramite i loro giocattoli robotronici.

Ron e quindi anche Barney sono legati al diverso, a ciò che non viene accettatato da una società senza umanità, ma a che sua volta non la accetta, la mette in discussione, propone un'alternativa a un'omologazione spietata e senz'anima. Ron e Barney soffriranno, verranno accettati, ma propongono anche un cambiamento, che con sacrificio e sofferenza si proporranno come risorsa e alternativa.

sabato 20 giugno 2026

Depressi e un po' di più

 

Livia Soprano è una vecchia.

Il che non fa Diagnosi a fini medici o previdenziali, ma ha il suo peso rispetto al suo status e ruolo nella Società. Del resto l'essere umano è destinto a invecchiare, quando gli va bene.

SPOILER

Livia Soprano ci mette di fronte al tema della comorbilità e del problema secondario.

I problemi secondari di Livia coprono 2 Psicodiagnosi, il cui ordine ci interessa relativamente disquisire, un poco come il quesito se nasce prima l'uovo o la gallina.

Livia Soprano soffre di decadimento cognitivo, aspetto fisiologico anche se può accelerare rispetto a  condizioni specifiche; Livia soprano soffre di Depressione. Questo è il tema più vistoso nelle prime puntate, soffre perché è depressa e non si accontenta il fatto di avere figli, una casa, dei soldi e delle persone che si sforzano di starle vicino; soffre perché nota che perde colpi a livello cognitivo, qualche dimenticanza, qualche gesto goffo, qualche difficoltà nel gestire la vita quotidiana, soffre perché se ne rende conto e non accetta il suo fisiologico decadimento del corpo e della mente.

Questi sono i suoi 2 problemi secondari e siamo a 2 Psicodiagnosi, i primi 2 temi che portano all'attivazione dei professionisti.

Il figlio Tony in primis si sobbarca il prendersi cura della madre.

E finisce in psicoterapia.

Livia non è solo depressa. Non è solo in stato di decadimento cognitivo. Già queste cose sono in comorbilità e si rafforzano fra loro, ma non bastano.

Livia ha un problema primario mai dichiarato, che alimenta il suo atteggiamento depressoide e da anziana in stato di decadimento.

Questi ultimi sarebbero problemi nati da poco, mentre i tratti di personalità di Livia sono presenti da sempre.

Livia è sprezzante, oppositiva, critica, falsamente autocritica, negativa, affettivamente arida.

Livia, ha una personalità narcisistica, presente anche prima del raggiungimento della vecchiaia.

Tony finisce in analisi, con tutte le difficoltà che può avere un mafioso, quindi quello che posiamo definire il capostipite di un'azienda familiare un po' particolare, di quelle dove il business si intreccia con gli aspetti affettivi familiari, ma in una maniera più complessa e distorta di quanto lo può essere un business mafioso, con proventi illeciti, sommersi e dove le relazioni familiari hanno tutto un altro sapore!

Siamo quindi di fronte a un problema multi-assiale, che riguarda sia l'aspetto psicologico (personalità e depressione), che neurologico (decadimento cognitivo) e sociale (parliamo di una famiglia del crimine organizzato).

martedì 16 giugno 2026

Orientarsi

 

Il Sun Tzu dice che il modo per arrivare più lentamente alla vittoria è avere una strategia e non una tattica, avere una tattica non una strategia è il modo più veloce per raggiungere la sconfitta. Von Clausewitz svariati secoli e chilometri più in là nei fatti dirà una cosa simile. La strategia è cosa vogliamo ottenere, la tattica è il come. Fermo restando che la Conoscenza non si riduce a questo unico modello considereremo solo questo. Molti fanno le cose senza avere chiaro l'obiettivo che vogliono raggiungere. Fare le cose senza senso significa proprio questo. Pensiamo alla cura e alla previdenza. Due concetti diversi che considerano 2 variabili diverse, anche se il mondo è in realtà un po' più vario e complesso. La cura permette di non avere malattie che ci impediscono di vivere e lavorare, la previdenza ci permette di essere aiutati rispetto a ciò che non siamo in grado di fare. La cura ripristina la cosiddetta capacità lavorativa residua, la previdenza permette di vivere nonostante il  fatto che non riusciamo ad averla ripresa. In realtà l'essere umano non è valutato solo rispetto alla capacità di lavorare, in realtà il tempo libero non è veramente libero, in realtà la Sanità non si occupa solo di raggiungere l'assenza della Malattia, punta a realizzare uno stato psico fisico che rincorre la Salute. Al netto di tutte queste complessità per lungo tempo la Sanità si è occupata di entrambe le cose, fin quando poteva disporre di risorse di personale e economiche virtualmente illimitate. Non è più così. Non solo molti professionisti sono abituati a tempi ormai andati in cui c'erano risorse che ora non ci sono più. Ragionano anche perdendo il senso delle cose per cui lavorano. Leggono una Diagnosi o una Psicodiagnosi che significa per loro che si trovano di fronte a un paziente irrecuperabile. Anche se non è così. Spesso leggono valutazioni che hanno a che fare con l'aspetto della Previdenza, non della Cura-riabilitazione. Si cade nella trappola del sovra-aiuto. Chi aiutiamo troppo lo condanniamo a una vita triste e di bisogni non soddisfatti, non solo viene creato un portatore di Disabilità, lo si condanna a una vita in tale posizione. Rifocillando un indotto di servizi e professionisti abituati a una perenne richiesta di intervento (spesso infruttuoso perché proiettato a una vita di riabilitazioni inconcludenti).