sabato 5 aprile 2025

Linguaggio verbale e non verbale

 Mehrabian negli anni '70 enuncia la regola del 7-38-55 che divide il linguaggio in:

- 55% coperto dal linguaggio del corpo (gesti, espressioni facciali postura del corpo), il non verbale

- 38% legato al tono della voce, il para-verbale

- 7% rappresentato dal significato delle parole, scritte o non scritte

L'ultima percentuale, il linguaggio verbale copre quindi una porzione assolutamente minoritaria.

Il non verbale e il para-verbale non mentono, per i dinamici è il linguaggio dell'Inconscio.

Effettivamente con questi ultimi punti, che sono la maggioranza, ci si lavora anche bene e con soddisfazione, specie quando dobbiamo trovare un modo alternativo per decifrare e produrre messaggi non secondo il più convenzionale linguaggio verbale.

Ricordiamo però che il tanto bistrattato linguaggio verbale è quello di secoli e tonnellate letteratura, documenti giuridici, politici, filosofici , che anche senza ricorrere alle altre 2 modalità di comunicazioni può essere frutto e fonte di creatività, Scienza, Arte e ingegno. Sarebbe il fondamento di intere nazioni e culture.

Comunque non parliamo solo di quantità, ma di qualità.

Ricordiamo che, come detto prima, il linguaggio non verbale è il linguaggio dell'Inconscio.

In genere, coloro che apprezzano e usano di più il linguaggio non verbale sono le persone altamente emotive, spesso gli ignoranti.

Ovviamente molto del linguaggio verbale è scadente ed emesso da persone scadenti, ma evitiamo di fare di tutta l'erba un fascio o creare schieramenti o rischiamo di contrapporre le due succitate categorie.

lunedì 17 marzo 2025

Il quoziente intellettivo border line

 


Nel film Forrest Gump, il piccolo Forrest rischia di essere inserito in una classe differenziale per un suo punteggio di poco inferiore al cut off dei bambini normotipici. La madre, eccellente esempio di genitore che si impegna realmente per la cura del figlio, va a letto col preside e gli garantisce quei quei 5-10 punti di quoziente intellettivo per mandarlo alla scuola dei bambini normali. Gli USA hanno un'ampia tradizione testistica usata per differenziare in maniera a tratti opinabile le persone. L'Italia è ormai innegabile che copi gli USA. E male, cercando di applicare concetti discutibili d'Oltreoceano a un contesto completamente diverso. Il QI ne è un chiaro esempio. La Psicodiagnosi va fatta seriamente, si usa per comunicazione interper-professionale, per comunicare e stilare relazioni a livello giuridico o previdenziale. Chi la conosce ne conosce i limiti, chi la mette in discussione a 360 gradi blaterando del fatto che non usa la Psicodiagnosi non la conosce e teoricamente non dovrebbe parlare. Parleremo del quoziente intellettivo border line, quest'ultimo termine è preso a prestito da un altro Disturbo, altro fattore di confusione. Chi ha un QI border line, fra i 70 e gli 85 punti ha un punteggio al limite, è in un limbo in cui da un parte non ha eccellenti doti cognitive, sarà indietro rispetto agli altri, se ne rende conto (i veri stupidi non se ne rendono conto!) e la cosa lo deprime e in più non ha i benefici che in alcuni paese sono concessi in chi ha un QI sotto la norma. Il QI border line,  è peggio di un QI sotto i 70. Assumiamo che il piccolo Forrest fosse di poco al di sotto del 70 con i test dell'epoca. La legge di Rosenthal dice chiaramente che se trattiamo una persona da stupida e la facciamo deprimere si comporterà da stupida, fino a diventare tale. Molti professionisti italiani, oltre a utilizzare linguaggi che si usavano negli USA 60 anni fa, dimostrando un vero ritardo mentale (teoricamente questa dicitura è stata sostituita da disabilità intellettiva da 11 anni!) e senza saper collegare un livello di quoziente intellettivo di QI con un punteggio dei test.


sabato 8 marzo 2025

Ottimismo e irrealismo


 La battaglia di Marengo è una delle grandi vittorie di Napoleone. Forse quella dove è stato più fortunato. Per un suo errore aveva diviso le forze e attaccato un esercito ben più grosso del suo, appena resosi conto di questa disparità aveva mandato un messaggio a richiamare Desaix con l'altra parte dell'esercito. Il generale avversario Von Melas aveva notato questo temporaneo vantaggio e aveva concluso che avrebbe vinto, mandando un dispaccio all'imperatore decantando il trionfo che prevedeva di stare per ottenere. Purtroppo per lui, dopo un paio d'ore ecco la seconda parte dell'esercito francese che era tornata indietro e sorpreso gli austriaci, che spiazzati si diedero alla fuga. Aldilà di un buon grado di fortuna non prevedibile di Napoleone von Melas e tutti gli austriaci hanno perso per un eccessivo ottimismo, dichiarandosi vittoriosi prima ancora di vedere cosa riservava loro la realtà. Prova del fatto che l'eccessivo ottimismo porta a un grado importante di irrealismo. Oltre a una tronfia sicurezza un po' ridicola e più dannosa di un più obiettivo pessimismo, anche quando depressogeno.

martedì 25 febbraio 2025

Tre primarchi e gestione della fragilità

 

Essere un Primarca nel tetro e violento mondo di Warhammer 40k significa essere in un modo o nell'altro psicopatologicamente problematico, figlio nato in provetta da un Essere senza nome con poteri divini, ma che non vuole essere un Dio, anche se poi ci ripensa. Abbiamo 3 di questi bambinoni cresciti troppo in fretta, molto diversi, ma accomunati da una diversa gestione delle loro fragilità. 

SPOILER

Partiamo da Fulgrim, il dandy a sinistra. Fulgrim è un esteta, un edonista, un egocentrico, un egoista. Il classico narcisista. Un narcisista che però ipercompensa una fragilità di fondo, di tipo genetico, che porta tutti i supermarines che derivano da lui ad avere una taratura fin dalla nascita che li porta ad avere orribili mutazioni. Ossessionato dalla paura di finire sfigurato abbraccerà il potere Dei del Caos e del Piacere, che gli promettono la perenne bellezza e potenza se abbraccia l'Eresia. Propenso a creare oggetti straordinari è in opposizione a Ferrus Manus, nato in un Pianeta povero, che lo porta a sviluppare l'ingegno per creare strumenti eccezionali, ma non volti ad esaltare la bellezza e la potenza, come quelli fatti dal fratello, ma a essere utili al mondo. Ferrus è ligio, corretto, work addicted, vicino a un Disturbo Ossessivo di Personalità, sempre spinto da una correttezza a tutti i costi che lo porterà a essere un Lealista e ad essere ucciso dal maligno Fulgrim che gli tende un tranello. Vulkan è uno dei Primarchi noto per essere fra il più sensibile ed empatico. In una prova a cui viene sottoposto dai suoi aguzzini viene perseguitato da allucinazioni, una voce che gli dà del fallito, lo condanna a morire solo  e fra atroci sofferenze, mentre l'Imperatore, in contatto telepatico, lo cercadi supportare. Questa diade rappresenta la lotta interna che subiscono i depressi, dove la parte malata combatte con quella sana, in una perenne lotta fra svalutazione e tentativo di ricompattare la propria Psiche, cercando di non crollare.

giovedì 20 febbraio 2025

ADHD

 

 
L'ADHD è un disturbo del neurosviluppo che comporta problemi di attenzione, impulsività, dispersività, ipercinesi e la relativa sofferenza secondaria da essi causata. Se ne parla in maniera abbondante perché, essendo le sue cause legate a squilibri neurotrasmettitoriali, la psicodiagnosi riconduce a trattamenti psicofarmacologici mirati e che, a detta dei farmaco terapeuti, risultano essere particolarmente efficaci. La prima spendibilità di questa Psicodiagnosi la troviamo in ambito scolastico, con alunni bollati di ADHD per le loro difficoltà attentive durante la lezione. Dimenticando che se uno studente non ascolta un insegnante forse è perché l'insegnante non riesce a rendere intrigante ciò che spiega. Ciò che è efficace in termini di diagnosi e prognosi acquisisce una fetta di mercato redditizia e, inevitabilmente e coerentemente con lo sviluppo disordinato dei comportamenti dei pazienti con questo disturbo, si allarga anche caoticamente e tocca impropriamente ambiti che non sono propriamente a esso pertinenti. Un primo problema che ci può venire in mente è che nella pregressa manualistica tale disturbo era relegato ai disturbi dello sviluppo, mentre adesso sentiamo parlare di ADHD adulto. Si perde pertanto la distinzione che un tempo c'era, alcuni disturbi erano a pieno appannaggio della fanciullezza e con la maggiore età cambiano le definizioni, come le sfide, le difficoltà e le risorse proprie dell'età. A esempio il Disturbo Borderline di Personalità (BPD), di default diagnosticabile dopo i 18 anni, ora si trova con diverse similitudini sintomatologiche con l'ADHD adulto. Oltre all'incontro (e scontro) che i diversi professionisti seri e non devono avere nella diatriba sulla Psicodiagnosi emerge anche l'aspetto dell'eziologia del disturbo e dei trattamenti. L'ADHD richiama con grande gioia del mondo medico e farmaceutico lo squilibrio chimico, il BPD le teorie dell'attaccamento, gli schemi interpersonali e degli sviluppi traumatici.

giovedì 13 febbraio 2025

Paura di morire

 

La Morte non è di certo qualcosa di piacevole e averne paura è un qualcosa di comprensibile, tragicamente inevitabile. Tuttavia chi è terrorizzato arriva a esserne ossessionato, la sua attenzione selettiva va a rilevare solo le sensazioni fisiche che richiamano a un'imminente fine, tachicardia, sudorazione fredda, paralisi degli arti, nausee, fame d'aria. Tutto ciò può andare ben oltre uno o più episodi di attacchi di panico, può arrivare a riguardare l'esistenza quotidiana della persona nei casi più compromessi. A volte chi pensa di stare per morire dimentica che questo è solo un suo pensiero, dimentica che l'ha già pensato le volte precedenti, dimentica di aver già chiesto aiuto a persone che sono accorse per poi vedere che era un falso allarme, dimentica che magari la vita che vede in pericolo fino a poco prima sembrava vuota e inutile. L'immane angoscia che prova chi ha paura di morire può diventare la disperazione di chi non si sente capito e trasformarsi in rabbia contro chi non accorre immediatamente una rabbia contro il mondo e un destino che ci vede come le uniche vittime di un mondo ingiusto oppure tanta rabbia contro chi cerca di tamponare un'angoscia così irrealistica.