Mehrabian negli anni '70 enuncia la regola del 7-38-55 che divide il linguaggio in:
- 55% coperto dal linguaggio del corpo (gesti, espressioni facciali postura del corpo), il non verbale
- 38% legato al tono della voce, il para-verbale
- 7% rappresentato dal significato delle parole, scritte o non scritte
L'ultima percentuale, il linguaggio verbale copre quindi una porzione assolutamente minoritaria.
Il non verbale e il para-verbale non mentono, per i dinamici è il linguaggio dell'Inconscio.
Effettivamente con questi ultimi punti, che sono la maggioranza, ci si lavora anche bene e con soddisfazione, specie quando dobbiamo trovare un modo alternativo per decifrare e produrre messaggi non secondo il più convenzionale linguaggio verbale.
Ricordiamo però che il tanto bistrattato linguaggio verbale è quello di secoli e tonnellate letteratura, documenti giuridici, politici, filosofici , che anche senza ricorrere alle altre 2 modalità di comunicazioni può essere frutto e fonte di creatività, Scienza, Arte e ingegno. Sarebbe il fondamento di intere nazioni e culture.
Comunque non parliamo solo di quantità, ma di qualità.
Ricordiamo che, come detto prima, il linguaggio non verbale è il linguaggio dell'Inconscio.
In genere, coloro che apprezzano e usano di più il linguaggio non verbale sono le persone altamente emotive, spesso gli ignoranti.
Ovviamente molto del linguaggio verbale è scadente ed emesso da persone scadenti, ma evitiamo di fare di tutta l'erba un fascio o creare schieramenti o rischiamo di contrapporre le due succitate categorie.